Spagna: finito il tempo per le corride in Catalogna
Con uno storico voto, il Parlamento catalano ha deciso la fine delle corride a partire dal 2012. La legge di iniziativa popolare (raccolte 180.00 firme) ha ottenuto 68 voti a favorevoli e 55 contrari. “La Catalogna proibisce i tori” titola El Pais. El Mundo dedica un intero articolo all’iniziativa del Partito Popolare di proporre una legge apposita al Congresso per annullare la decisione catalana, riconoscendo alla manifestazione un valore culturale da tutelare.La notizia ha fatto il giro del mondo in pochissimo tempo e in molti si sono chiesti se effettivamente questa fosse una vittoria degli animalisti oppure nasconda spinte indipendentiste della regione catalana. Come fa notare il Guardian
L’effetto pratico di una simile mossa dovrebbe essere limitato: la Catalogna ha una sola arena funzionante, quella di Barcellona – un’altra è disuso e sarà trasformata in un centro commerciale – dove si disputano 15 incontri l’anno, che raramente fanno registrare il tutto esaurito. A livello nazionale, ci sono circa 1000 incontri a stagione.
Il corrispondente di Al-Jazeera,Tim Friend, ritiene che questo voto sia un segno evidente della volontà della Catalogna di smarcarsi sempre più dal resto della Nazione
“I catalani che desiderano auto dichiarare l’indipendenza della loro regione, hanno dovuto incassare il parere negativo della Corte Costituzionale [.....] con il voto sulla corrida hanno voluto affermare simbolicamente il proprio diritto all’autodeterminazione”.
Scrive la Bbc
Ma mentre la discussione ufficiale è sui diritti degli animali, molti ritengono che questa decisione è un tentativo da parte nazionalisti catalani per marcare la loro differenza di mentalità dal resto della Spagna, respingendo una delle sue tradizioni più note.
da Agostino Loffredi
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